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Terzo grado
Vito Nicola Paradiso
di Alice Bertolini
La qualità che preferisce in un musicista?
La creatività.
Quale pezzo sta studiando?
Ho ripreso il Concierto de Aranjuez di Rodrigo.
Il momento ideale per suonare?
La sera.
Il suo stato d’animo attuale?
Sereno.
Il primo ricordo legato alla musica?
Quando mia madre cantava Chitarra romana.
Il tratto principale del suo carattere?
La pazienza.
Un valore in cui crede?
La vita e il potere della musica.
Che cosa farebbe se non fosse un musicista?
Il pittore.
Il complimento più bello che ha ricevuto?
Alirio Diaz disse che sono un animale da palcoscenico.
Un rito scaramantico prima del concerto?
Nessuno, ma faccio il segno della Croce.
Come si tiene in forma?
Con la bicicletta.
Una pazzia che ha fatto per la musica?
Trecento chilometri per ascoltare Barrueco.
Il suo cavallo di battaglia?
Invocación y Danza di Rodrigo.
Il concerto più riuscito?
All’Auer Hall dell’Indiana University nel 2013.
Il migliore amico nel mondo della musica?
Sono tanti, ma in particolare Giulio Tampalini, Antonio D’Alessandro e Gabriele Curciotti.
Se avesse qualche milione di euro?
Investirei nella cultura musicale della mia terra, la Puglia.
Il suo strumento preferito?
La chitarra.
Un compositore sopravvalutato?
Ferdinando Carulli.
Un compositore da riscoprire?
Antoine de Lhoyer.
Il più grande musicista di tutti i tempi?
Bach.
Una giovane promessa da tenere d’occhio?
Il pianista Leonardo Colafelice.
La capitale mondiale della musica?
Londra e Los Angeles.
La migliore acustica del mondo?
Santa Cecilia Hall di Edimburgo.
Se potesse vivere in un’altra epoca?
Nel futuro.
L’ultimo concerto che ha ascoltato?
Matthew Mc Allister al Festival chitarristico di Acerra.
Il disco che ha sentito più spesso?
Segovia che suona Manuel Ponce.
Come definisce il suo rapporto con la musica?
Avvolgente.
La sua canzone preferita?
Nel blu dipinto di blu.
Il piatto?
Le orecchiette di cime di rapa.
La bevanda?
Il vino pugliese.
La città in cui vorrebbe vivere?
Seattle o Vancouver.
Tre spartiti da portare sull’isola deserta?
Le Suite di Bach, il Concierto de Aranjuez di Rodrigo, gli Studi di Sor.
Che cosa guarda in televisione?
Documentari e qualche bel film.
Il film musicale più bello?
West Side Story.
Il brano più sexy?
Capricho árabe di Tárrega.
Il più divertente?
Il duetto dei gatti di Rossini.
Il più rilassante?
La Romanza in Fa maggiore di Beethoven.
Un aggettivo per definire la musica classica?
Speciale.
Quando si è sentito fiero di essere un musicista?
Quando mi hanno assegnato la “Chitarra d’oro” per la didattica.
Quando invece se ne è vergognato?
Mai.
Il mezzo di trasporto preferito?
L’aereo.
La prima cosa che mette in valigia?
Il caricabatteria.
Che cosa apprezza negli amici?
La sincerità.
L’ultima volta che ha pianto?
Per la perdita di una persona cara.
Il suo sogno di felicità?
So che suona banale, ma è la pace nel mondo.
L’errore che non rifarebbe?
Non ho rimpianti.
La sua frase preferita?
«Chi si ferma è perduto».
Ha l’orecchio assoluto?
Credo di sì.
Il periodo più lungo in cui è rimasto lontano dalla musica?
Qualche anno quando sono nati i miei figli.
Il posto più strano in cui ha suonato?
In un carcere minorile in Messico.
Il chitarrista Vito Nicola Paradiso è nato il 2 ottobre 1964 a Santeramo in Colle, in provincia di Bari. Ha avuto tra i suoi maestri Alirio Diaz, Oscar Ghiglia e Alberto Ponce, e vanta un’intensa carriera concertistica.
Si è esibito in prestigiose sale e teatri in Europa, Cina e Giappone, Sud America e Stati Uniti.
In qualità di solista ha eseguito diversi concerti per chitarra e orchestra e in ambito cameristico ha fatto parte di diversi ensemble dal duo con il flauto, il violino, l’arpa, il canto, le percussioni sino al quintetto con archi collaborando con artisti italiani e stranieri di fama internazionale.
È autore di importanti pubblicazioni didattiche, tra le quali il celebre metodo di base La chitarra volante — Edizioni Curci —, da anni in cima alle classifiche di vendita del settore.
Tiene regolarmente masterclass, concerti, conferenze e laboratori didattici in tutto il mondo.
È molto apprezzato anche come arrangiatore di diversi generi musicali. Attualmente è docente di chitarra all’Istituto Superiore di Studi Musicali “Paisiello” di Taranto.
Tra i numerosi riconoscimenti: la “Chitarra d’Oro” per la Didattica al 17° Convegno internazionale di Alessandria e il premio “Maestro d’Italia” ottenuto due volte: nel 2008 e nel 2012.

